Il suolo merita un posto centrale nella nostra vita e non solo sotto i nostri piedi.

Infatti, ciò che comunemente siamo abituati a calpestare costituisce un complesso ecosistema che accoglie un numero elevato di esseri viventi e di proprietà che vanno preservate in quanto fondamentali per la vita di ognuno di noi. È proprio nel suolo, infatti, che il cibo inizia a prendere vita e per questo il 5 dicembre celebra la Giornata Mondiale del Suolo con la speranza che aumenti la consapevolezza che il suolo è vitale per il mondo intero; un suolo degradato da rifiuti ed inquinamento si ripercuote nell’impoverimento di esso e delle sostanze nutritive di frutta e verdura. Tutto questo si ripercuote sullo sviluppo fisico dell’uomo, quindi è interesse di ognuno di noi prestare una maggiore attenzione ai rifiuti che produciamo.

Nel settembre 2015 è stata sottoscritto da 193 Paesi membri dell’ONU una lista che contiene 17 obiettivi da raggiungere entro il 2030 (per questo è conosciuta con il nome di Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile), un vero e proprio programma d’azione per migliorare le condizioni delle persone e del pianeta.

Dal punto di vista del suolo è interessante prendere in esame l’obiettivo 12.

OBIETTIVO 12: GARANTIRE MODELLI SOSTENIBILI DI PRODUZIONE E DI CONSUMO

L’obiettivo n°12 dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile mira a ad eliminare quei fenomeni che causano la degradazione del suolo cercando di raggiungere una gestione sostenibile ed un utilizzo efficiente delle risorse naturale; ridurre in modo sostanziale la produzione di rifiuti attraverso la prevenzione, la riduzione, il riciclo e il riutilizzo. È importante capire quanto siano importanti le nostre abitudini e quanto influiscono sulla salute del nostro pianeta; infatti, alcuni prodotti che abitualmente utilizziamo per conservare o trasportare i cibi sono tra quelli che più inquinano il suolo in cui vengono poi smaltiti. Parliamo soprattutto della comune plastica che contiene un insieme di sostanze chimiche come: ftalati, alchilfenoli, diossina, piombo e cadmio, tutte sostanze pericolose e dannose per la nostra salute e per l’ambiente. Pochissima della plastica che utilizziamo viene riciclata, la maggior parte finisce in discarica e necessita di circa 1.000 anni per essere decomposta, in questa fase rilascia nel suolo tutte le sostanze tossiche di cui è composta, interagendo anche con la fauna del suolo influenzandone le normali funzioni che esso deve svolgere; inoltre, queste sostanze possono raggiungere le falde acquifere, inquinando anche l’ecosistema del mare.

Noi di Gradisco non aspettiamo il 2030 per sostenere l’ambiente; infatti, la mission della nostra azienda è da sempre quella di far crescere l’ecosostenibilità nel mondo del food packaging attraverso un percorso interamente green che risponde alle esigenze messe in evidenza nel 2015 dai Paesi membri dell’ONU.

Ogni nostro prodotto rappresenta un’alternativa al tradizionale imballaggio in plastica, perfetta per catering, delivery o take way che rispettino l’ambiente. Utilizziamo materiali come bagassa, polpa di cellulosa, cartoncino, rivestimento in pla ed altri materiali carbon neutral per il minimo impatto negativo verso il suolo ed il clima.